Cos’è la carie?

La carie è una malattia a eziologia multifattoriale, cioè determinata da differenti cause. Su queste cause incidono l’alimentazione ricca di zuccheri, la presenza di batteri capaci di produrre acidi, la suscettibilità del paziente (le difese immunitarie svolgono anche qui un ruolo importante) ed il tempo di permanenza dell’attacco acido sulla superficie dentale. La placca non rimossa costituisce uno dei principali rischi di pigmentazione e successiva cavitazione dello smalto. La carie coinvolge il tessuto duro dentale (smalto e/o dentina), provocandone la distruzione con formazione di una cavità, che si definisce localizzata e cronico-degenerativa. Attualmente la patologia cariosa è una delle patologie più diffuse tra la popolazione in particolare tra bambini e adolescenti, interessando tanto i denti da latte quanto i denti permanenti.

Cosa sono le tasche dentali?

Parliamo di tasche dentali quando attorno al dente si manifesta una perdita di attacco parodontale, cioè dei tessuti che circondano il dente. Il solco dentale, rappresentato dalla fascia di gengiva libera non aderente al dente, insieme all’attacco epiteliale, immediatamente sotto al solco, rappresentano normalmente in situazione di salute, un altezza di circa 2 mm. In presenza di tasca dentale si ha un’apertura di questa altezza oltre i 3mm, che causa una perdita di attacco connettivale, sotto quello epiteliale, misurabile con lo strumento della sonda e una potenziale perdita di attacco osseo, evidenziabile radiograficamente. Si tratta di un processo infettivo, che all’inizio può essere reversibile, quando parliamo di gengivite e successivamente diventa irreversibile, quando parliamo di parodontite.

Perchè un corretta igiene domiciliare?

L’igiene orale domiciliare è imprescindibile per tenere sotto controllo l’insorgenza di carie, di gengiviti, di parodontiti, di infezioni mucose e, quindi in una parola, di perdita dei denti. E’ difficile standardizzare per tutti la corretta igiene domiciliare, in quanto dovrebbe essere personalizzata secondo la manualità e le esigenze dei singoli pazienti. In generale, possiamo dire che l’igiene domiciliare da seguire è prima di tipo meccanico. Questo vuol dire che nessuno strumento può sostituire l’azione dello spazzolino, manuale o elettrico. Le pareti del dente da detergere sono quella frontale/vestibolare, quella linguale e palatale, quelle interne e quella occlusale, quella attraverso la quale si mastica. Mentre per quella occlusale il movimento è “avanti e indietro” per le pareti vestibolare e linguale/palatale il movimento parte dalla gengiva per arrivare all’estremità del dente. Esiste un’altra parete del dente, da dover detergere, cioè quella interprossimale, tra un dente e l’altro. Per detergere questa parete ci si deve avvalere di appositi dispositivi, come il filo interdentale, lo scovolino, lo spazzolino monociuffo. Terminati questi passaggi, solo come supporto alle tradizionali tecniche di rimozione meccanica e non come strumenti alternativi, è possibile risciacquare con colluttori con clorexidina o oli essenziali. Gli spazzolini elettrici a testina tonda e con movimento oscillante possono essere un valido aiuto per il controllo della placca, ma devono essere utilizzati correttamente, cioè non premuti eccessivamente sulla superficie e tenuti fermi qualche secondo su ogni dente. Il dentifricio per essere di valido aiuto, deve essere fluorato, con misurazione non inferiore a 1000 ppm. Altri interventi con il fluoro, come sciacqui giornalieri, paste dentrificie con 5000 ppm di Fluoro, applicazioni mensili di vernici con 22600 ppm di F, applicazione trimestrali di gel al fluoro, sono stati ritenuti utili nella prevenzione della carie e nella riduzione della sua incidenza, ma vanno strutturati sotto la supervisione del dentista e/o igienista dentale. E’ consigliabile una pulizia domiciliare, così strutturata, almeno due volte al giorno per una durata di due minuti ciascuna. Ecco un link divertente per chi volesse approfondire http://www.salute.gov.it

Ogni quanto devo sottopormi ad un igiene professionale?

Le esigenze dei pazienti sono uniche, la frequenza dei richiami viene personalizzata sulla base del livello di rischio di ciascun paziente. Per dare un’idea di massima, il paziente in salute, dovrebbe recarsi in studio per la pulizia almeno due volte l’anno, il paziente affetto da parodontite, più volte, secondo le indicazioni del piano di trattamento. In ogni caso, si consiglia di non superare mai l’anno e di prendere appuntamento di volta in volta per non rischiare di superare i tempi di richiamo.

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